Ankon nostra Civica, Verde e Popolare

Pagina di presentazione al pubblico e scorrendo sotto il programma per “la nostra Ankon”

TUTTA L’ATTIVITA’ AGGIORNATA DI ANKON NOSTRA CIVICA, VERDE E POPOLARE E’ CONSULTABILE NELLE SEZIONI COMUNICAZIONI e COMUNICATI e PILLOLE

Presentazione del 2 – 8 – 2022

CHI SIAMO

Siamo un Movimento civico nuovo, nato il 29 luglio 2022 a seguito della volontà della stragrande maggioranza dei Soci dell’Associazione culturale Ankon nostra che ha approvato la proposta del Presidente Daniele Ballanti per l’inizio di un percorso civico che raccolga le esperienze finora maturate e i principi fondativi culturali, sociali e civici perseguiti dall’Associazione dal 2018, unitamente a quelli del Comitato di Via Torresi e dall’attività civica di Ballanti dal 2012 ad oggi.

Nasciamo dal “basso”, per questo non ci presentiamo in un Grand Hotel o in un punto panoramico o in una sala, ma al Piano San Lazzaro, dove è iniziata quattro anni fa la nostra esperienza come Ankon nostra e dove abbiamo realizzato fin da subito iniziative di promozione dei quartieri cosiddetti “fragili”, quelli con più criticità, dove abbiamo costantemente ascoltato commercianti e cittadini, dove ci siamo sporcati le mani nella raccolta dei rifiuti con persone di buona volontà, italiane e straniere.

Siamo Civici, non siamo contro qualcuno o a favore di qualcun altro, non chiediamo nessuna fede politica, ma vogliamo cercare di ricreare quel senso di comunità, trasversale per età, competenze e percorsi professionali, che da tanto tempo ormai manca ad Ancona anche a causa delle tante divisioni che si sono create nella nostra città, dei valori e dei bisogni trascurati o traditi. Vogliamo ragionare su proposte e progetti concreti per Ancona, senza perdere di vista i valori civici ed etici fondamentali.


Siamo Verdi, cioè abbiamo la finalità di agire con convinzione nella società al fine di adottare veri comportamenti compatibili con l’ambiente, senza tradirli mai,  come purtroppo finora è accaduto.

Siamo Popolari, cioè mettiamo al centro le esigenze dei Cittadini, del Popolo, ma senza essere populisti, la partecipazione democratica, l’ascolto costante dei  quartieri, soprattutto quelli più “fragili” e dimenticati dove i politici non si fanno mai vedere ad ascoltare i Cittadini, escluso durante le campagne elettorali.

Nel Movimento vengono portate tutte le attività di Daniele Ballanti svolte dal 2012 ad oggi. Ambiente, Mobilità sostenibile, Trasporto pubblico (in proposito ha presentato una proposta di riordino della pianta del TPL denominato “Sistema a Cerchi” e un dossier sul basso utilizzo dei filobus depositato in Consiglio Comunale rimasto senza risposta), Progetti e contributi di idee per il Porto, per la valorizzazione della memoria e del recupero continuità Porto-Città storica, per il recupero di spazi sociali come Giardini e Spazi da riqualificare nel quartiere delle Grazie. Con altre Associazioni ambientaliste da sempre è contrario alla chiusura della Stazione marittima (che ha decretato l’abbandono del progetto tramvia o metropolitana di superficie), al banchinamento del Molo Clementino per l’approdo delle grandi navi (che possono trovare spazi al Molo Sud ove esiste l’innesto all’asse attrezzato e alla Stazione centrale), a ritenere errato il no del referendum per l’Area Marina Protetta, all’abbattimento dei platani via Marconi, alla mancanza delle manutenzioni del verde, dell’ambiente urbano, del patrimonio storico culturale, del degrado e della bellezza ferita di Ancona. 

Il Movimento “Ankon nostra Civica, Verde e Popolare”, forte del continuo e costante ascolto della base dei cittadini, nelle strade, piazze, negozi, ecc.., che è iniziato nel 2018 e che è proseguito negli anni costantemente nel territorio, vuole iniziare a condividere un’idea di Città scaturita dall’ascolto, per confrontarsi con altri Cittadini, Associazioni e Movimenti, anche Soggetti politici – pur senza diventarne parte – per trovare comuni obiettivi e generare un profondo e coerente cambiamento per Ancona.

Il Movimento ritiene che la città abbia bisogno urgente di una nuova progettualità centrata sul riscatto dei quartieri più popolari e fragili, dimenticati, su un VERO cambio di paradigma sul concetto “green” spesso tradito, sul Porto, sull’inquinamento, sullo spopolamento del centro storico, sul Trasporto Pubblico, sulla Mobilità sostenibile, sulla tutela del patrimonio verde cittadino troppe volte offeso, sul promuovere una mentalità davvero aderente all’emergenza climatica, sullo sviluppo di un turismo sostenibile ma al tempo stesso fondamentale per il nostro territorio, sulla cultura, sulla bellezza ferita e non valorizzata, sullo sport, sull’educazione civica permanente, sulla socializzazione, sul mettere il cittadino al centro.

Il Movimento chiede alle PERSONE di fare un passo avanti uscendo dalla rassegnazione e dall’indifferenza che purtroppo frequentemente ascoltiamo soprattutto dei quartieri più problematici. Ognuno è chiamato a dare il proprio contributo ai temi civici e realizzare un progetto per Ancona allargato a tutti, senza padrini né padroni e senza persone che fingono di credere in certi valori ma poi strada facendo li tradiscono.  

IL PROGRAMMA DELLA NOSTRA ANKON, COME LA VORREMMO

Frutto delle numerose campagne di ascolto ed iniziative effettuate dal 2018 ad oggi ad Ancona, in particolar modo, ma non esclusivamente, nel Piano San Lazzaro e agli Archi, dove la nostra Associazione ha iniziato le sue attività. I Cittadini ci hanno parlato delle problematiche, di come vorrebbero la nostra Città… Il seguente programma è una risposta dettagliata alle tante problematiche raccolte.

LA NOSTRA ANKON, COME LA VORREMMODi Daniele Ballanti

Frutto delle numerose campagne di ascolto ed iniziative effettuate dal 2018 ad oggi ad Ancona, in particolar modo, ma non esclusivamente, nel Piano San Lazzaro e agli Archi, dove la nostra Associazione ha iniziato le sue attività. I Cittadini ci hanno parlato delle problematiche, di come vorrebbero la nostra Città… Il seguente programma è una risposta dettagliata alle tante problematiche raccolte ed è stato depositato in data 18 luglio 2022.

1.         Ambiente e Sostenibilità

La tutela dell’Ambiente è un elemento fondamentale e sempre più leso dalle attività antropiche con grave ricaduta sulla salute e sul benessere psicofisico dei cittadini. Le città sono le zone a maggiore produzione di inquinamento, consumo di energia, produzione di calore che rendono le vie senza verde vere isole di calore. Il verde è accertato che influisce sul benessere psico-fisico e sociale, infatti la dimensione sociale e ambientale (ma anche economica) sono profondamente interconnesse.

Pertanto è necessario rivedere alcuni aspetti della salvaguardia del verde di Ancona con una vera e propria riqualificazione del verde urbano. Realizzare un’Agenda Parchi e Giardini nella quale tutti i parchi, ad iniziare da quello del Cardeto, e i Giardini, piccoli o grandi che siano, siano monitorati per prese in carico e valutare proposte di miglioramento. Utile un Tavolo con Associazioni ambientali, di Cittadini, di quartiere, ecc..

Negli ultimi anni ad Ancona molti alberi sono letteralmente soffocati da gettate di asfalto fino al loro tronco o cementati dentro marciapiedi, con il risultati che le radici poi si “alzano” in cerca di ossigeno rompendo ciò che viene gettato sopra, motivi per cui vengono abbattuti.

In via Marconi (uno dei viali più trafficati di accesso al centro) con un fantomatico slogan “Futuro in corso” sono stati purtroppo abbattuti numerosi platani, al loro posto sono sorti parcheggi, pur non essendoci una grande richiesta. La Giunta dice che in cambio verrà realizzata una pista ciclabile, ma il vantaggio per l’ambiente e la salute non c’è se toglie alberi perché la somma di -1 (alberi) +1 (pista ciclabile) fa comunque 0, cioè è solo operazione spot. Al riguardo è necessario ripristinare agli Archi il viale alberato con nuove alberature, esempio tigli, lecci o bagolari che garantiscono un ombrello adeguato e contenimento delle radici, con aiuole da inserire nei marciapiedi e nell’asfalto dei parcheggi sorti dopo l’abbattimento dei grandi platani. Obiettivo è la ricostituzione di un’ampia cubatura del verde, contenimento della temperatura nell’isola di calore che è diventata via Marconi, operazione di filtraggio degli inquinanti e aumento del pregio della via che diventa di fatto un viale alberato. 

Nei viali ove sono stati abbattuti diversi platani, v.le G. Bruno, c.so C. Alberto, v.le C. Colombo, via M. Torresi, v. Tavernelle ed anche in altre vie, sempre nell’ottica di fare diventare Ancona città verde, è prioritario prevedere nuove alberature, sempre tigli o lecci o bagolari. Ove sia necessario abbattere alberi esistenti deve essere obbligatoria la piantumazione sostitutiva nello stesso luogo. 

E’ necessario anche implementare progetti di “forestazione urbana” ricoprendo parti della città quali edifici scolastici, condomini, edifici pubblici, strade, parcheggi, con piante migliorando il benessere psicofisico, la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica, oltre che il valore immobiliare, perché il verde è anche un elemento di pregio. Necessario anche un piano per attuare gli interventi volti alla riduzione delle emissioni inquinanti come evidenziate dal PIA (Progetto Inquinamento Ancona).

Ancona è circondata dal mare eppure spesso si si lamenta che non è una città di mare. Fondamentale è la partecipazione alla Area Marina protetta del Conero, per la sezione anconetana che va dal Duomo alla Vela, e che oltre a una necessità per la tutela dell’ambiente è anche foriera di benefici economici e turistici. La tutela delle spiagge passa attraverso progetti ad hoc di Portonovo, la riqualifica non più rinviabile del Passetto e di Palombina, ove si vuole riservare un’area recintata per gli animali d’affezione e i loro proprietari, previo apposito regolamento. A Portonovo, anche a seguito dell’erosione costante e progressiva delle spiagge è ormai non più rinviabile prevedere l’arretramento di ristoranti e stabilimenti. 

E’ necessario riaffermare l’obiettivo di azzerare il consumo di suolo perché priorità urbana, territoriale e ambientale attraverso scelte programmatiche organiche e sostenibili, a saldo zero o negativo (per quanto attiene gli interventi di demolizione/nuova costruzione) che consentono ricadute positive sull’ambiente, sul turismo e sulla qualità della vita. Il “Patto dei Sindaci”, ai quali anche Ancona aderisce, è il principale movimento europeo che coinvolge le autorità locali e regionali impegnate ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nei loro territori. 

Le azioni per l’ambiente si applicano anche alla Mobilità sostenibile e intermodalità, alla protezione della natura, delle spiagge, al turismo (ecoturismo) al recupero degli edifici dismessi e contenitori vuoti i quali, rimasti inutilizzati, costituiscono un degrado funzionale che li assimila a rottami edilizi che deturpano il contesto urbano oltre che diventare sedi di occupazioni che generano ulteriori problemi di ordine pubblico ed igiene.

Sostenibilità

Ogni attività che ha ricadute sulla Città e sulla salute dei Cittadini va valutata attraverso una apposita Agenda Sostenibilità. Priorità è interrompere la cementificazione di nuove aree urbane, gli abbattimenti di alberi che causano anche un senso di bruttezza delle vie lasciate spoglie, la nascita di ulteriori centri commerciali che sono già in numero più che sufficiente. Le periferie anconetane sono arrivate a ben 7-8 chilometri dal centro, ed essendo una media città – non arriviamo ai  100.000 abitanti – obbligando il forte utilizzo dei mezzi privati causa di danni ambientali con forti ricadute anche negli stravolgimenti climatici. Non solo auto private ma anche un trasporto pubblico costretto a garantire collegamenti così distanti dal centro e costosi. Quindi per valutare costruzioni ex novo necessario riconvertire le zone comprese entro i colli delle periferie. Smettere di portare gli Istituti scolastici lontani dalle zone più popolate, sono anch’esse fonte di costrizioni di mobilità privata e pubblica con ricadute nell’ambiente, così come servizi pubblici, uffici, Enti, ecc.. Nuove piantumazioni nelle grandi vie e parcheggi che non solo rendono belle le città ma abbassano anche la temperatura che aumenta sempre più nelle isole di cemento. Lavorare per armonizzare le esigenze ricreative dei giovani, dei turisti, delle varie attività commerciali e stimolare, promuovere atteggiamenti civili ed educati. Il centro storico deve tornare vivo, vanno ripensate le scelte abitative favorendo il recupero di edifici abbandonati per restituire la vita, l’anima ai quartieri storici, da far abitare da persone che hanno un basso impatto ambientale quali studenti, anziani, persone che per scelta o convinzione vogliano essere meno dipendenti dai mezzi privati. Cura della città e dei centri storici in particolare è anche pensare a regolamenti sulle insegne, sulle luci, servizi esterni delle attività ristorative, ecc…

2.        Attività Commerciali

Le attività commerciali rappresentano gran parte del sistema economico del nostro Comune. Tutti gli elementi utili ad una nuova offerta turistica devono essere portati in primo piano e maggiormente valorizzati rispetto al passato, mettendoli in continuo dialogo e connessione con le attività commerciali storiche e di quartiere, con gli operatori culturali e con gli albergatori. Riteniamo opportuno, infatti, creare una rete di strutture ricettive in sinergia con quelle già presenti sul territorio così da poter creare una vera e propria Rete di Offerta Turistica e Culturale ed agire con politiche mirate al miglioramento. Opportuno che l’Amministrazione organizzi un Tavolo con gli operatori commerciali per provvedere alla formazione, al fissare degli obiettivi e sviluppare una serie di itinerari turistici e culturali che dovranno essere trasformati in materiale cartaceo e multimediale da fornire alle strutture ricettive. Lo scopo è quello di offrire al turista una serie di servizi di alto livello e allo stesso tempo di ottenere uno stazionamento più lungo dei visitatori nel nostro territorio. Infatti l’aumento della durata della presenza dei turisti, o delle persone di passaggio, sul nostro territorio porta ad una maggiore ricaduta sulle attività commerciali. Più il turista rimane sul nostro territorio più spende e di conseguenza le attività commerciali di ogni genere ne beneficiano; riteniamo sia quindi opportuno fidelizzare i turisti ottenendo maggiori benefici promozionali e economici.

Vogliamo riconoscere alle attività commerciali di quartiere, storiche e di vicinato, una funzione di connessione sociale ed urbana; infatti i negozi sono le realtà che rendono viva una città. Senza i negozi i quartieri si trasformano in quartieri dormitorio e per questo vanno incentivati anche mediante la diminuzione della tassazione, al fine di non perdere un patrimonio oggi minacciato dalla preponderante presenza dei grandi centri di distribuzione e vendita. Il negozio tradizionale vive e fa vivere il territorio. Importante riconoscere che le attività commerciali di prossimità hanno anche funzioni sociali, quali il prendersi cura del decoro e la cura del bene comune, a fronte anche di agevolazioni, quali ad esempio una riduzione della TARI.. 

Per le attività commerciali che insistono nei quartieri centrali sarebbe opportuno consentire ai commercianti di sottoscrivere un permesso con agevolazione economica per i parcheggi blu, oppure con una maggiore convenienza una forte riduzione per l’abbonamento ai mezzi pubblici allo scopo di ridurre l’afflusso di auto a motore termico.

Per incentivare l’imprenditoria giovanile proponiamo di concedere gratuitamente per il primo anno, e successivamente ad un canone  concordato (stabilito secondo tabelle basate sulla superficie in uso), l’uso di locali di proprietà comunale ai minori di trent’anni che abbiano un progetto imprenditoriale serio e che concerne almeno una assunzione a tempo indeterminato. 

Per riscattare zone che si sono svuotate negli anni e sono considerate oggi poco appetibili si potrebbe promuovere le attività commerciali e imprese artigianali giovanili o ad esempio condotte dalle donne con aiuti fiscali previsti da un apposito bando; ciò avrebbe una buona ricaduta sia per il lavoro che per le zone che hanno necessità di riqualifica.

3.     Attività Culturali, Sociali, Ricreative, Turismo

La promozione della cultura a tutti i livelli sta alla base di un’idea di cambiamento e di tutte le idee di miglioramento, sostenibilità, apertura al “diverso” di cui abbiamo accennato. È soltanto attraverso la qualificazione della cultura come bene primario che ci pare possibile piantare quei semi che germoglieranno in nuove idee di futuro, inclusivo, egualitario, economicamente, socialmente e ambientalmente sostenibile. 

Partendo dall’obiettivo che l’offerta di cultura non debba essere riservata ad una “nicchia” ma a tutte le fasce di età occorre ampliare tale offerta. Ancona come capoluogo regionale e come sede universitaria ha ben oltre quindicimila studenti e allo stato attuale non ha un’adeguata offerta culturale e ricreativa ad essi dedicata. Anche per questa mancanza, quasi totale, di eventi di interesse comune, i numerosi studenti fuorisede preferiscono tornare nelle proprie città ogni fine settimana con grave danno di mancato guadagno per le attività commerciali e di conseguenza per la città intera. I luoghi di attività ricreative, sociali, culturali non possono essere solo piazza del Plebiscito, dove spesso accadono episodi di scontri anche per via dell’alta concentrazione di giovani e locali quali pub, bar, ristoranti. Le sole zone della città ove si ritrovano giovani sono appunto piazza del “Papa”, piazza Roma, corso Mazzini, piazza Cavour, al Porto, nei pressi degli unici esercizi commerciali e ristorativi aperti e d’estate alla Mole e anche in c.so C. Alberto e Pineta del Passetto ove sono presenti le gelaterie con tavoli e sedute. Da qui la connessione attività commerciali, ricreative, culturali, giovani e anche meno giovani.

L’Amministrazione deve tessere una rete tra tutte queste realtà interconnettendole tra esse per potenziare offerta e richieste. Vanno bene gli eventi culturali di “nicchia” alla Mole ma se non attirano la stragrande maggioranza della popolazione, compresa quella giovanile e immigrata, occorre modificare le strategie. Tutte le classi di età e fasce di popolazione devono sentirsi coinvolte ed attirate. Tornare ad utilizzare tutte le diverse aree cittadine come Porto Antico, il Piano San Lazzaro, la Mole Vanvitelliana, Piazza Pertini, Piazza del Plebiscito, il Belvedere di Posatora, ecc… prevedendo eventi, anche di piccole e medie dimensioni di diversa tipologia, anche prettamente popolari come concerti, band, ecc.., anche coinvolgendo le attività commerciali, l’Università, le Associazioni sociali, culturali, ricreative e studentesche, gli Enti di volontariato, con le quali va aperto un dialogo senza pregiudizi a vantaggio della crescita culturale e ricreativa di tutti i cittadini. Eventi da svolgere anche contemporaneamente, così da offrire al cittadino una scelta diversificata. 

Inoltre, occorre porre Ancona – capoluogo di Regione – al centro di iniziative di carattere nazionale e internazionale, ampliando la comunicazione di tali iniziative, calmierando – laddove possibile – i costi di accesso, per invogliare giovani e meno giovani a scoprire nuove forme di bellezza, senza dover per forza recarsi in altre città. 

E’ necessario per l’Amministrazione dialogare con l’Università, le Associazioni e componenti studentesche per la realizzazione anche di eventi ad hoc, così come con tutte le organizzazioni culturali, nessuna esclusa, per non creare disparità dovute a paraocchi ideologici che inibiscono la spontanea crescita di Associazioni che potrebbero dare molto per la Comunità locale, se coinvolte. La valorizzazione del nostro territorio passa anche attraverso le nostre tradizioni per questo motivo le Sagre e Feste di quartiere devono avere il supporto che meritano, così come il conoscere le altre tradizioni. 

Turismo

Ancona con il suo territorio è un gioiello da scoprire ed ha un grandissimo potenziale e carte in regola per offrire una nuova tipologia di turismo che vuole conoscere, imparare e rispettare la città, la natura e le tradizioni locali: l’ecoturismo.  Questa particolare nuova forma di turismo è una delle chiavi già sviluppata in altri luoghi del mondo in modo molto soddisfacente per conciliare il turismo, l’imprenditoria con uno sviluppo sostenibile. L’ecoturismo garantisce che l’impatto del turismo sulla natura, pensiamo solo a Portonovo e alla Riviera del Conero, possa essere ridotto al minimo e che il rispetto ambientale generi benefici economici da distribuire alla Comunità. 

E’ necessario quindi unire alla ricerca dell’utile in senso economico anche una vocazione a creare un cambiamento, anche ambientale, nella Società che ha come fine ultimo il benessere di tutti, uomo e ambiente. Lo si fa lavorando approfondendo progetti già attivi ed efficaci, per coinvolgere la Cittadinanza e favorire l’incremento di uno sviluppo del settore turistico-ecosostenibile; questo coinvolgimento genera una maggiore consapevolezza e sensibilità dei Cittadini nel rispetto dei temi ambientali e una forte motivazione verso comportamenti e scelte sostenibili, oltre ad incrementare l’economia locale.

Per quello che riguarda il settore crocieristico accanto al riordino degli approdi nel sistema portuale (Porto storico solo attracchi eco sostenibili, gli altri settore Molo Sud) occorre un maggior coordinamento tra operatori, Autorità Portuale e Associazioni dei commercianti per la  creazione di un’Agenda con i giorni e gli orari degli attracchi turistici al porto, al fine di offrire ai turisti un calendario di attività culturali, di animazione e attività commerciali aperte oltre che i tanti luoghi storico-culturali. Sarebbe auspicabile che l’Amministrazione sia capofila di questo coordinamento o ne affidi la responsabilità, comunque sotto il suo controllo ad apposito Ente autorizzato. 

Per raggiungere tutti questi obiettivi culturali, sociali, ricreativi, turistici l’Amministrazione deve organizzare un Tavolo permanente e di convocazione periodica per momenti di ascolto e confronto necessario per coinvolgere tutti i soggetti coinvolti nel raggiungimento degli obiettivi.

4.        Attività Sportive

Lo sport, attraverso i suoi valori, deve essere volano di crescita per l’intera Comunità. I piccoli campi sportivi di quartiere vanno considerati come punti di riferimento per molti giovani e per questo motivo bisogna investire e renderli decorosi ed accessibili a tutti. E’ necessario, al fine di promuovere la socialità e stili di vita salutari, prevedere iniziative di avviamento all’attività sportiva anche negli stessi campetti di quartiere (attraverso Iniziative in collaborazione con società sportive, istituti scolastici o ufficio scolastico regionale). Crediamo opportuno sviluppare percorsi motori e di salute nelle aree verdi cittadine più idonee a questo fine, come avviene in molte città, per consentire alla cittadinanza di svolgere attività fisica in luoghi dedicati lontani dal caos cittadino e dai suoi pericoli, prevedendo anche installazioni utili a tale attività fisica..

Ancona dal punto di vista degli impianti sportivi possiede un patrimonio notevole. Diversi impianti sono tra le eccellenze del nostro paese come: Palarossini, Palaindoor, Stadio del Conero, ecc.. Queste strutture vanno migliorate come collegamenti dei mezzi pubblici, aree ristoro e dal punto di vista manutentivo, soprattutto per quanto riguarda gli spogliatoi.

Ospitare eventi sportivi di alto livello e di prestigio non solo rappresenta un servizio per i nostri cittadini, ma anche uno strumento di attrattiva turistica fondamentale per la nostra economia locale. Per questo motivo gli eventi devono essere organizzati minuziosamente anche perché danno un’immagine della nostra città. Tali eventi vanno visti in un’ottica più ampia e per questo motivo l’ideale sarebbe prevedere veri e propri villaggi sportivi al servizio degli atleti e degli accompagnatori, così come delle “fan zone” per il pubblico. L’obiettivo deve essere quello di promuovere la nostra città.  

Palarossini, Palaindoor e Marina Dorica hanno ospitato diverse manifestazioni a carattere nazionale ed internazionale. Crediamo sia possibile ospitare molte altre manifestazioni sportive, anche di sport meno praticati, ma in notevole risalto negli ultimi tempi, come ad esempio Padel, Ping pong, Beach Volley, Badminton, canottaggio, arti marziali ecc. Ad Ancona, capoluogo regionale manca una piscina olimpica e questa lacuna è da superare, così come la realizzazione di una cittadella dello sport con strutture già esistenti e altre da realizzare. 

Vogliamo che anche le manifestazioni di tipo amatoriale aumentino di numerosità e per questo l’Amministrazione dovrebbe offrire zone e strutture adeguate allo svolgimento di tali attività ed il supporto organizzativo necessario.

Crediamo che il turismo sportivo abbia grandi potenzialità per la nostra città. Per questa ragione le strutture ricettive e le associazioni di categoria devono essere coinvolte nella programmazione degli eventi sportivi individuando i periodi più opportuni per la buona riuscita a 360° degli stessi.

5.        Bellezza e Gentilezza, concetti che devono trovare una concretizzazione

Partiamo da una considerazione: la città in passato è stata più bella, più pulita e più gentile. I tempi e la Società sono cambiati, è vero, eppure non è impossibile affrontare con successo questi temi. Puntiamo sul fare, sul proporre soluzioni. Bellezza fa rima con decoro, lotta al degrado, all’educazione civica e ciò sarà affrontato nei rispettivi capitoli. Bellezza è la rimozione delle brutture o le stonature architettoniche, in primis le brutte “isole tecnologiche” da Corso Garibaldi, è la sostituzione delle targhe toponomastiche del centro dove ormai sono solo targhe di marmo senza scritte, è rendere armonici gli arredi, la cura delle insegne dei negozi e tanto altro. 

La gentilezza nei rapporti sociali, una modalità da recuperare. Molti cittadini si lamentano del fatto, soprattutto nei quartieri più popolari, ad esempio in Corso Carlo Alberto, Piazza Ugo Bassi, ma seppur in modo minore anche Viale della Vittoria, Piazza Cavour, Piazza Roma, ecc…, che spesso le persone anziane, le donne incinte, le persone con menomazioni fisiche non riescono a sedersi nelle panchine perché costantemente occupate da parte di molti giovani. Noi riteniamo che questo aspetto si possa modificare, in positivo, con un Tavolo organizzato dall’Amministrazione comunale aperto a tutti  soggetti quali Associazioni, Enti di volontariato, Parrocchie, Organizzazioni degli immigrati, ecc.. per prevedere adeguate campagne di educazione civica, ad iniziare dalle scuole di ogni ordine e grado, comunità religiose, parrocchie, ecc.. sulla necessità delle regole della gentilezza, del “prendersi cura dell’altro”.

Un’iniziativa facilmente attuabile è prevedere le “panchine della gentilezza”, come alcune città hanno adottato. Queste panchine tinteggiate di viola sono riservate alla “gentilezza”, cioè possono essere utilizzate da tutti i cittadini, ma con “l’obbligo gentile” di cedere il posto nel caso ci fossero persone anziane, donne incinte, persone con difficoltà motorie che chiedono di sedersi. Ogni panchina sarebbe accompagnata da apposito cartello verticale multilingue per spiegarne l’utilizzo. Il numero delle panchine viola sarà deciso in base alla situazione contingente, di sicuro nella zona C.so Carlo Alberto almeno una ogni due. Le panchine della gentilezza hanno anche lo scopo di favorire la socializzazione e la conoscenza dell’altro, abbattendo incomprensioni tuttora presenti tra generazioni e componenti etniche. 

6.        Decoro, Degrado e Rifiuti

Necessari programmi di ripristino del decoro che prevedano la rimozione delle scritte dai muri, dalle panchine, il ripristino delle targhe viarie perché le molte in  marmo, quelle storiche, sono sbiadite e i nomi delle vie sono illeggibili. Occorre prevedere arredi adeguati, nel centro storico panchine, cestini dei rifiuti, ecc.. in linea con il contesto storico. Occorre prevedere periodiche manutenzioni di marciapiedi, strade, caditoie. Per la cura del decoro urbano è anche essenziale l’aiuto e il sostegno dei cittadini con un’opera costante di educazione civica, di coinvolgimento delle Associazioni, del mondo del Volontariato ma anche l’impegno degli Operatori commerciali per una maggiore attenzione all’aspetto estetico delle vetrine, delle insegne, della pulizia degli usci. Anche su questo tema l’Amministrazione deve organizzare un Tavolo permanente e di convocazione periodica per momenti di ascolto e confronto necessario per coinvolgere tutti nel raggiungimento degli obiettivi. 

Al fine di promuovere la cura costante del verde pubblico è opportuno prevedere iniziative che consentano, su base volontaria, ai privati cittadini, alle Associazioni e ai commercianti di prendersi cura delle aiuole, valorizzando le nostre strade e gli angoli cittadini. il verde pubblico è un bene di tutti e aumenta il decoro della città, il Comune potrebbe premiare l’impegno dei volontari: i cittadini potrebbero votare le aiuole più belle e le migliori riceverebbero un premio in denaro da parte dell’Amministrazione.

Anche la cura delle finestre e dei balconi potrebbe essere uno strumento per aumentare il decoro dei quartieri, come per le aiuole si potrebbe valutare un premio ai migliori balconi e finestre. 

Rifiuti

La città è stata in passato assai più pulita, questo è il punto innegabile di partenza, sia nei pressi dei “cassonetti” sotto casa che nelle strade, piazze, vie, viali, ecc…

Occorre prevedere un piano operativo per per analizzare le problematiche e trovare soluzioni. Innegabilmente i quartieri più popolari ed abitati sono più sporchi. Lungo la pista ciclabile e pedonale tra piazza Ugo Bassi e piazza Rosselli ci sono solo tre piccoli cestini dell’immondizia e nei pressi delle fermate dei bus. Nel quartiere degli Archi, in via Marconi, a terra cartacce, rifiuti, bottiglie e lattine vuote, a volte anche ingombranti abbandonati. Se si vuole una città più bella e curata occorre fornire ai cittadini strumenti per raggiungere questi obiettivi. Un cesto portarifiuti di grandi dimensioni saldato a terra ogni almeno 100 metri, questo deve essere l’obiettivo minimo nei quartieri più bisognosi quali Piano San Lazzaro, Corso Carlo Alberto, Viale G. Bruno, V.le C. Colombo, Via Marconi. Questi standard sono già attuati nelle zone centrali ma in certi punti si potrebbe fare di più. Ove sono presenti isole per la raccolta differenziata con sporcizia e ingombranti a terra occorre come priorità rimuovere tali rifiuti anche più volte al giorno se necessario. Prevedere una forte campagna di educazione civica e i necessari controlli degli ispettori ambientali. Priorità è assicurare strade pulite, senza rifiuti né discariche nei quartieri, così come aumentare il tasso di corretto conferimento della raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti.

Il servizio di nettezza urbana deve essere rivisitato, aggiornato e perfezionato, non riuscendo attualmente a garantire una corretta pulizia delle strade e delle aree pubbliche. Ripristinare la regolarità della pulizia delle strade da parte degli operatori ecologici soprattutto ove più necessario. Rivedere in senso più ampliato il servizio di svuotamento cestini dei rifiuti nelle strade secondo le necessità delle singole zone per non vedere più rifiuti a terra perché i cestini non vengono svuotati con frequenza. Il rilancio di alcuni quartieri passa attraverso uno sforzo per assicurare più igiene e pulizia. 

Le attività commerciali di prossimità sono alleati al mantenimento del decoro e al contrasto del degrado. Occorre pertanto riconoscere ad essi anche funzioni sociali per la cura del bene comune. Anche per responsabilizzare la cittadinanza intera al rispetto del bene comune e reintrodurre il vecchio criterio del prendersi cura dell’igiene del proprio “uscio di casa o di bottega” sarebbe opportuna la proposta di assegnare a gruppi di commercianti la cura e l’abbellimento pulizia delle aree pubbliche adiacenti a tali attività, tipo piazzette, settori di marciapiedi, ecc.. Essi sarebbero anche una sentinella contro il degrado allertando, se servisse, Anconambiente per il ritiro di ingombranti conferiti nel modo non corretto oppure potrebbero anche ad esempio provvedere a sostituire il sacco di plastica dei cestini porta rifiuti, smaltirlo correttamente al fine di migliorare l’igiene e il decoro generale. Per i commercianti che aderiscono alla Convenzione e ne rispettano i criteri e gli obiettivi potrebbe essere prevista una agevolazione, quale ad esempio una riduzione della TARI. 

Manutenzioni

Pianificare e individuare gli interventi manutentivi ritenuti necessari e garantire che vengano realizzati con la massima economia e, che i lavori eseguiti rispondano a criteri di produttività ed efficienza. E’ necessario che i lavori manutentivi delle strade, quali le asfaltatura, si concludino velocemente e, così come in molti Paesi esteri, che i lavori di completamento e manutenzione in generale venissero fatti nelle ore notturne, per evitare blocchi e code per chi si reca al lavoro, a scuola, alle proprie attività di giorno. I marciapiedi devono essere ripristinati ove necessario e realizzati con semplici coperture traspiranti prevedendo anche l’inserimento di alberature per contrastare l’aumento delle temperature dovute alla mancanza di vegetazione.  

7.        Educazione Civica 

Oltre a quanto già proposto nei precedenti capitoli, esempio le “panchine della gentilezza” con l’adeguata educazione civica, ecc… occorre creare e stimolare in ogni ambito comunale, anche coinvolgendo Associazioni, Comitati, ecc…, una maggior educazione civica e la responsabilizzazione di promuovere un più alto ricorso alla gentilezza nei rapporti tra Cittadini e Istituzioni e tra i Cittadini. 

Lavorare per abbassare le tensioni sociali e le conflittualità agendo con Tavoli dedicati coordinati dal Comune per stimolare il massimo coinvolgimento e la proficua collaborazione con i Cittadini, Associazioni, Comitati, ecc.. al fine di una migliore integrazione sociale riguardo tutte le forme di esclusione e difficoltà sociali.

Al fine di una maggiore responsabilizzazione della cittadinanza al rispetto del bene comune, oltre a proporre come già esplicato nei precedenti capitoli di assegnare a gruppi di commercianti la pulizia delle aree pubbliche adiacenti a tali attività, con una riduzione ad esempio della TARI, si potrebbe anche, nel caso delle Associazioni di concedere una sede a titolo gratuito, se e solo se tale attività di pulizia e gestione dell’area esterna viene correttamente eseguita. 

8.        Fruibilità e Arredi 

Porteremo avanti il lavoro di attenzione all’arredo urbano(panchine, parapedonali, segnaletica, toponomastica, etc), avendo cura di sostituire le attuali brutte panchine lungo Corso Garibaldi, porre maggiore attenzione alle panchine storiche presenti in piazza Cavour e in generale in ogni zona di Ancona.

Necessaria rimozione delle fioriere non fisse presenti in Piazza Ugo Bassi ormai utilizzate solo come cestini e non curate da tempo, posizionare più cestini porta rifiuti, realizzazione di una serie di fioriere in convenzione con fiorai/vivaisti/giardinieri a cui si concede la possibilità di posizionare targhe pubblicitarie sulle stesse se correttamente mantenute.

Concedere i “chioschi” abbandonati di proprietà comunale presenti in piazza Cavour alle Forze dell’ordine come presidio fisso Polizia locale o di Polizia di Stato, oppure in concessione ad AnconAmbiente/Conerobus/Staff eventi con il vincolo di tenere in maniera decorosa gli stabili. 

Per una migliore fruibilità, anche a basso impatto ambientale, delle varie zone della città proponiamo una valutazione di utilità e fruibilità delle attuali rastrelliere per biciclette dislocate sul territorio comunale e successivamente disporre una disposizione più congrua delle stesse. soprattutto nei quartieri Piano San Lazzaro, Stazione, Archi ove sono più presenti le biciclette attaccate alle ringhiere, alberi, ecc… Necessaria in piazzale Italia dove decine di biciclette sono legate alle insegne pubblicitarie con scarso decoro. Vogliamo inoltre che vengano previste delle rastrelliere con spazi appositi anche per monopattini dato l’alto numero di utilizzatori.

9.        Giovani, Scuola, Disagio 

E’ ormai improcrastinabile iniziare un deciso lavoro con i giovani richiamando la necessità di una forte operazione di educazione civica, prevedere percorsi formativi anti bullismo, favorire la civile convivenza, il rispetto delle diversità, il recupero di norme gentili quali cedere il posto nei bus, nelle zone dedicate agli anziani, alle donne incinte, alle persone con disabilità o con difficoltà motorie, ecc.. Occorre pensare a progetti di rete, anche con le altre Istituzioni ed anche Amministrazioni, per intervenire contro il disagio giovanile da cui conseguono abbandono scolastico, abuso di droghe, bullismo, vandalismo ecc. E’ necessario coinvolgere le famiglie, le Comunità, le Parrocchie, i Centri culturali, il mondo del volontariato organizzato, qualunque Istituzione che verti sul mondo dei giovani con il sistema scolastico il quale rappresenta un nodo nevralgico verso il quale è necessario convogliare attenzione, progettualità e risorse. Occorre formare educatori territoriali con compiti sia di intervento diretto con gli adolescenti, sia di facilitazione e coordinamento di tutti i soggetti interessati. 

Educare alla cittadinanza e migliorare la scuola in tutti suoi aspetti deve essere una priorità per crescere una futura comunità di cittadini colti, consapevoli, solidali, responsabili, anche nei confronti della città e del suo patrimonio.  

Necessario proseguire con la realizzazione degli interventi di miglioramento dell’edilizia scolastica con particolare attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche, alla prevenzione antincendio e all’efficienza sismica ed energetica e all’insonorizzazione degli spazi mensa. Assicurare ai residenti la scuola “sotto casa” anche per diminuire spostamenti inutili nell’ottica di ridurre la mobilità privata. Non devono esistere contenitori scolastici vuoti; dove non servono più spazi scolastici, come ad esempio le scuole Domenico Savio, ma non solo, parti degli edifici scolastici devono essere adibiti a servizi rivolti ai bambini, ai giovani, alla cultura, alle Associazioni, agli asili nidi, ma anche agli anziani, ecc… Non bisogna perdere l’opportunità di tenere aperte strutture al servizio dei quartieri, di aumentare contenitori vuoti che si prestano all’incuria, al degrado e infine ad essere occupati illegalmente. 

10.  Mobilità sostenibile e Trasporto Pubblico

Trasporto ferroviario

La conferma del sistema di forza su ferro, con il reimpiego delle infrastrutture ferroviarie oggi sospese all’utilizzo (Stazione Ancona Marittima, Fermata Ancona Palombina, Fermata Ancona Stadio) e l’integrazione di detto sistema con il servizio complementare di adduzione/distribuzione del TPL su gomma e parcheggi di scambio (P/R), fa della Stazione Marittima RFI il punto nodale principale ed il terminale del sistema di accesso diretto sostenibile al centro di Ancona.

Ankon nostra si è fatta promotrice, nell’ambito delle celebrazioni del 160° Unità d’Italia (17 marzo 2021) della proposta progettuale e architettonica, donata alla città, di rilettura degli spazi oggi occupati, sia lungo via XXIX settembre da Porta Pia a piazza Kennedy, sia sul sottostante ambito di viabilità e le banchine portuali. L’area proposta è dedicata ad una grande piazza su più livelli, celebrativa dell’Unità d’Italia, che si affaccia sul porto e sul mare divenendo di fatto un “punto nodale di corrispondenza tra le diverse modalità di trasporto, celato alla vista, in quanto ad un livello sottostante il piano di campagna. Qui si coniugano le relazioni ferroviarie della Stazione FS Marittima ridisegnata con criteri di terminale metropolitano con gli itinerari ciclo-pedonali verso l’area portuale, verso la spina dei corsi, verso la seconda Ancona, le aree di parcheggio diversificate utili alla sosta per le necessità del capoluogo di regione. L’interconnessione ferroviaria con il trasporto pubblico cittadino su gomma avviene indifferentemente tramite l’accesso ai livelli di superficie e alla discesa al piano di stazione ricavati sotto la piazza, per un rapido interscambio tra le varie modalità afferenti.

Resta valido principio, l’evoluzione delle soluzioni ferroviarie per il completamento, aggiornato agli anni correnti, del protocollo di intesa degli anni novanta, tra le varie Amministrazioni locali, Ferrovie e Tpl locale per dotare l’area metropolitana dorica di un sistema su ferro di trasporto pubblico a regimi cadenzati che colleghi regolarmente l’hinterland con il porto, l’aeroporto e le aree di interesse pubblico, sanitario, turistico, commerciale, etc.

Trasporto urbano locale

E’ ormai improrogabile superare le difficoltà presenti nel trasporto pubblico attuale con una riorganizzazione generale del servizio offerto. Ankon nostra, durante le celebrazioni del 70° anniversario della filovia dorica nel 2019, non celebrato dagli Organi di governo cittadino, oltre ad offrire un interessante excursus sulla storia e gli avvenimenti cittadini legati indissolubilmente alla vita filoviaria dal 1949 ad oggi, ha presentato un piano di riorganizzazione della rete urbana con un rinnovo dei collegamenti volto a ridurre le sovrapposizioni delle linee, ma soprattutto a potenziare l’uso del sistema filoviario “elettrico per eccellenza” ad emissioni zero come asse portante del servizio, il futuro sistema di trasporto pubblico ideato per una vera sostenibilità ambientale e dei trasporti: “Il Sistema a Cerchi”, edito nel 2012, condiviso già con l’Amministrazione comunale e Conerobus ed aggiornato recentemente dall’Autore. 

Purtroppo resta opaco l’orizzonte temporale delle infrastrutture dedicate al trasporto pubblico locale su gomma previste, nei “tempi indefinibili” delle prossime sindacature: la realizzazione di due autostazioni di bacino, orientate al traffico proveniente/diretto nel quadrante Nord Ovest, quella conosciuta come “Autostazione Verrocchio” e proveniente/diretto a Sud quella identificabile come “Autostazione Piazza d’Armi”. Ad oggi, esclusi alcuni principi metodologici, ispirati dal PUMS, secondo l’Amministrazione comunale in carica, il Gestore di bacino e la Regione Marche, finanziatrice del servizio, non è possibile contare su un piano industriale, concreto e concordato con gli attori del sistema di TPL locale, in particolare Associazioni Utenti, Associazioni di categoria e quanti altri possano necessitare della fruizione del servizio. Da detto piano dovranno realizzarsi risparmi ed economie che possano dare, la migliore ottimizzazione alle reali necessità di trasporto pubblico, ovvero utilità e reimpiego di risorse per nuovi servizi e sostenibilità ambientale facendo perno sul trasporto pubblico elettrificato di cui si conoscono le ampie caratteristiche virtuose. Tutto questa opaca realtà deve essere superata, così come le “misteriosa” difficoltà ultradecennale ad un pieno utilizzo della filovia a tal punto da rendere irrilevante la definizione di trasporto pubblico ad emissioni zero. 

Occorre dare certezze sui tempi di approntamento funzionale della circolare filoviaria, prevista in due direzioni dal Sistema a Cerchi del 2012, l’asse su cui verte la virtuale programmazione attuale del sistema di trasporto pubblico ad emissioni zero che, nelle condizioni a regime dovrà integrare i collegamenti tra il centro cittadino e le autostazioni extraurbane. E’ infine necessario provvedere un più deciso programma di rinnovamento del parco aziendale che ad oggi vede molti mezzi a gasolio, solo due minibus elettrici a batterie e pochissimi filobus in circolazione, anche a causa di acquisti del passato non adeguati al servizio cittadino e quasi inutili. Necessario un progetto organico allo scopo.

Occorre ripristinare le corsie preferenziali per i bus rimosse dall’attuale Giunta, sia per velocizzare i collegamenti che per rendere più appetibile il servizio di trasporto pubblico, unico vero alleato per una vera diminuzione delle emissioni inquinanti ed assicurare un lavoro meno stressante per gli autisti.

Vogliamo superare la difficoltà per l’Utenza di comunicare con l’Azienda: conoscere se una linea è perturbata, incidentata, soppressa, un servizio, ridotto o a rischio sciopero, è fondamentale per il cittadino che vuole muoversi sostenibilmente, senza dover essere costretto ad invadere con il mezzo privato la via pubblica già fin troppo sfruttata. Il Comune deve prevedere che l’Azienda si faccia carico di operatori preposti al contatto diretto con il pubblico e l’utenza e siano in grado di dare risposte pronte in funzione delle soluzioni che si possono avere a disposizione: monitoraggio, centrale operativa, contatto con il mezzo in servizio etc.. Ai front office gli operatori devono essere titolati a dare risposte, non rinviare al mittente la richiesta come oggi avviene. Indispensabile che a richieste scritte per e-mail qualcuno si prenda la responsabilità per una risposta adeguata nei modi e nei tempi odierni di comunicazione, senza essere costretti a stampare modulistiche, compilare e inviarle, procedura difficoltosa per chi non ha possibilità di stampare. Così come occorre essere immediati nelle comunicazioni “social” comunicando cambiamenti in tempo reale come in altre Aziende dei trasporti.

Viabilità e sicurezza stradale

L’amministrazione deve avere un piano asfalti in continua evoluzione in base alle necessità dei manti stradali che preveda gli interventi programmati e agisca anche in base alle contingenze. I manti stradali devono garantire la massima sicurezza sia per i veicoli che per i pedoni.

La sosta abusiva rischia spesso di essere un ostacolo a mezzi di soccorso e alla normale circolazione dei mezzi, proponiamo quindi un filo diretto tra autisti del TPL e la Centrale di Polizia Locale al fine di segnalare in tempo reale ostacoli alla circolazione o invasione delle zone riservate ai bus (piazzole, capolinea, corsie preferenziali, ecc…) e di conseguenza interventi tempestivi della Polizia Locale o la possibilità per gli autisti di trasmettere alla centrale fotografie con i mezzi in situazioni di blocco alla circolazione. Per combattere il fenomeno appena citato, proponiamo di prevedere la realizzazione di parcheggi laddove si riscontri la necessità (sia di scambio che di pertinenza ai quartieri come ad esempio a Sappanico). 

11.  Partecipazione Democratica, Volontariato, Associazioni, Comitati 

L’Amministrazione deve prevedere la più ampia partecipazione democratica, favorendo la costituzione di Associazioni e Comitati di quartieri che possano dialogare con Essa e con le ramificazione dell’Amministrazione nei quartieri cioè i CTP, che dovrebbero essere in parte rivisti. Il dialogo con l’Amministrazione deve avere sempre più una funzione di strumento di comunicazione e dialogo bidirezionale, mantenendo il doppio binario della comunicazione e dell’ascolto, per aumentare la vicinanza Cittadini – Istituzioni attraverso Associazioni, Enti, CTP, Comitati di quartiere, ecc..  Devono essere implementati Tavoli permanenti di convocazione periodica per momenti di ascolto e confronto necessario per il raggiungimento degli obiettivi a vantaggio di tutta la Comunità. Va promossa una pagina Facebook del Comune come piazza virtuale dove si possa svolgere la vita sociale ed economica della città. Ricostruire una rete di strutture nei quartieri in forma volontaria, non elettiva, destinando risorse e legittimità politica con una delega apposita alla partecipazione, con il fine di attivare una progettazione partecipata per temi di interesse collettivo, che abbondano nell’agenda delle urgenze della città. Coinvolgere tutti i soggetti che portano interessi e competenze specifiche nel territorio. 

Al fine di garantire un miglioramento dell’igiene pubblica e la responsabilizzazione della cittadinanza al rispetto dei beni comuni, proponiamo un’iniziativa di “volontariato partecipato”. Si deve valutare l’opportunità di coinvolgere per ogni piccola zona quali piazzette, giardinetti, i commercianti o le Associazioni ivi presenti, dietro legittimazione istituzionale dentro un Tavolo di collaborazione che preveda, a fronte di sgravi quali ad esempio riduzione delle imposte locali (TARI, Imposta sulle tende esterne, ecc..) , una attività di “volontariato” quale la sorveglianza della pulizia delle aree pubbliche adiacenti a tali attività, garantendo ad esempio lo svuotamento dei cestini porta rifiuti quotidiano (o più frequente, al bisogno), la chiamata ad Anconambiente nel caso di avvistamento di ingombranti. Nel caso delle Associazioni potrebbe essere prevista la concessione gratuita di una sede a fronte di questa forma di volontariato. Ovviamente devono essere previsti controlli per il raggiungimento degli obiettivi di miglioramento desiderati e la conservazione dell’area pulita.

12.  Porto e ricucitura con il Centro Storico 

E’ ormai necessario restituire il Porto storico all’uso libero della Cittadinanza. Non va infatti dimenticato che fino al 1943 il Porto era un quartiere vivo, abitato. Vanno quindi coniugate le esigenze dei cittadini e delle attività commerciale. Primo passo è lo spostamento dell’area traghetti, con il suo numero esorbitante di traffico di TIR e di auto e fonte di enorme inquinamento, alla zona del Molo Sud attiguo alla Biglietteria Marittima e all’asse attrezzato che consente l’uscita veloce dal Porto senza più impattare con le emissioni inquinanti direttamente in centro città. Liberata l’area del porto storico fino a Porta Pia, sopra l’ex Stazione Marittima andrebbe realizzata la maxi con la più grande piazza anconetana, la Piazza dell’Unità d’Italia, come previsto nel progetto-contributo di idee di Ankon nostra già descritto nel punto Mobilità. Piazza che avrebbe,negozi, bar, attività varie, passeggiate sul porto, panchine e non ultimo potrebbe essere realizzata la ruota panoramica permanente come avviene in altre città sul porto; ci sarebbe un vastissimo panorama che spazia dagli Appennini, alla costa fino Pesaro con i tramonti spettacolari, al Duomo, a Capodimonte e con tutto il centro storico. Abbattute le reti finalmente il Porto tornerebbe zona urbana e meta di passeggiate, attività ristorative, musicali, ecc… Nel porto antico troverebbe collocazione tutte le imbarcazioni esclusi i traghetti e le grandi navi. Bandite le automobili e i carichi pesanti, consentite solo per le attività dei Cantieri Navali in percorsi ben definiti. Un ampio Lungomare pedonale dal Molo Clementino alla Mole Vanvitelliana, congiungendo le due opere architettoniche del ‘700 pontificio passando per il Porto Romano, medioevale e risorgimentale. Assolutamente no alle grandi navi al Molo Clementino che renderebbe necessario il banchinamento del molo con danni, anche paesaggistici e strutturali, non più rimediabili in futuro. Una vera opera pubblica a vantaggio di tutti i cittadini. 

 13.  Sicurezza e Controlli 

Una priorità assoluta è ripristinare il “Vigile” in strada come nel passato. I tempi sono cambiati e pertanto occorre prevedere anche altre funzioni per la Polizia Locale. Necessario aumentare il coordinamento con Prefettura, Questura, CPT, Associazioni. Occorre potenziare il numero degli agenti, le attività del Vigile di quartiere che deve essere assolutamente presente nelle zone a più alta densità di problematiche legate al traffico e all’ordine pubblico, nelle zone a forte degrado anche coordinando la loro attività con il Coordinamento Interforze, anche per ciò che riguarda le attività del reparto antidroga, anti alcol, ecc.. Va rafforzato il contrasto alle attività non autorizzate su suolo pubblico. L’investimento per potenziare la presenza della  Polizia Locale è un grande investimento per la Cittadinanza. Devono essere previsti posti fissi di Polizia Locale aperti da mattina a sera, soprattutto, ma non solo, nell’area Piano San Lazzaro e nell’area Stazione – Archi e Agenti a piedi. 

Completare il Piano di installazione di nuove telecamere di videosorveglianza e prevedere uno staff che valuti le visioni e potenziare l’illuminazione nelle zone attualmente poco illuminate.  Va aumentato il coinvolgimento delle Attività commerciali, Centri culturali, Associazioni, veri punti di osservazione della realtà cittadina, soprattutto nelle zone più periferiche, per avere legittimazione al dialogo costante con il Comune e le Forze di Polizia. Da stimolare la costituzione dei Comitati per la legalità di quartiere, dei Gruppi di vicinato con commercianti e residenti, il contrasto deciso al  fenomeno delle truffe agli anziani e alle occupazioni abusive degli immobili. 

Ogni regola sulla Sicurezza deve essere una priorità per l’Amministrazione ed essere fatta rispettare.

14.  Servizi Sociali, Anziani, Salute mentale, Immigrazione

E’ fondamentale per l’Amministrazione comunale rafforzare la collaborazione con i Servizi sanitari pubblici che insistono sul territorio (Distretto Sanitario di Ancona, nuova Azienda Sanitaria Territoriale, Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, INRCA, Azienda Ospedali Riuniti, Associazioni di volontariato e di pubblica assistenza) al fine di:

– intervenire in materia sociale assicurando prese in carico soddisfacenti, con speciale riguardo agli anziani soli (anche attraverso forme comunitarie come ad esempio il cohousing), ai minori e alle famiglie (soprattutto in presenza di minori e anziani) a rischio di povertà e all’esclusione sociale, alle persone senza fissa dimora, con l’obiettivo di contrastare l’isolamento dal mondo e la precarietà sociale che ne deriva;

– promuovere campagne di educazione sanitaria fra la popolazione;

– agire per una maggiore prevenzione di incidenti domestici (tra cui le cadute degli anziani) e durante le attività svolte nel tempo libero;

– fornire ai cittadini e nei luoghi di lavoro le nozioni base di primo soccorso e sui comportamenti da attuare in caso di incidenti sia domestici che  sulla via pubblica;

– aumentare nozioni in materia igienico sanitaria quali, gestione domestica e condominiale dei rifiuti e della raccolta differenziata, cura della persona e dell’ambiente domestico;

– un maggior discernimento su quando rivolgersi ai servizi sanitari di urgenza (Guardia medica, Pronto soccorso) o al Medico di medicina generale ai fini di un utilizzo appropriato.

Necessario anche rafforzare il ruolo della Polizia Locale per il pronto intervento in caso di incidenti di ogni tipo (stradali, incendio, fuga di gas…) con il  collegamento con la Centrale Operativa 112 per garantire l’aiuto agli altri attori coinvolti nell’emergenza ai fini di aumentare il livello di sicurezza dei cittadini.

Occorre rafforzare le Reti sociali territoriali coinvolgendo direttamente i cittadini, le Associazioni sul territorio, le Cooperative sociali, per affrontare nel modo più efficace le domande di servizi e di supporto, in aumento esponenziale per effetto della crisi economica in atto. Occorre sostenere ogni rete di mutuo aiuto quali gruppi di acquisto, orti solidali, gruppi di mutuo aiuto, ecc… con azione di mappatura, coordinamento e animazione sociale. Il rafforzamento del tessuto sociale è fondamentale per affrontare anche in modo preventivo le situazioni crescenti di nuove fragilità e vulnerabilità di persone e famiglie. Abbattere ogni barriera architettonica per rendere accessibili a chiunque edifici pubblici, marciapiedi, ecc.. 

Essendo in aumento le fasce della popolazione anziana è necessario lavorare per una nuova concezione dell’anzianità, visto come luogo della memoria e del sapere da tramandare alle nuove generazioni. Occorre un maggiore impegno dell’Amministrazione verso la terza e quarta età, soprattutto per combattere il pericolo della solitudine, realizzando luoghi di incontro. Ma non solo, è necessaria l’aggregazione intergenerazionale di anziani, giovani e famiglie rafforzando i tanti servizi alla persona attraverso la realizzazione di progetti che prevedano momenti di crescita e di mutuo aiuto in una sorta di banca del tempo sociale.

E’ necessaria un’opera di informazione civica continua rivolta alle varie Comunità immigrate, agli Ospiti temporanei in attesa della concessione di asilo, a tutte le Comunità straniere per condividere le principali regole educazione civica ai fini di una maggiore conoscenza reciproca e armonizzare la convivenza, soprattutto nei quartieri a più alta concentrazione multiculturale. Sempre per questo fine servono anche interventi di educazione civica continua rivolti alle Associazioni, alle Scuole di ogni ordine e grado, ecc… sono necessari per condividere i percorsi di vita delle Comunità immigrate. L’Amministrazione comunale deve fare da regia a questa opera di educazione civica multi direzionale, istituire una Consulta Comune-Comunità dove affrontare le varie tematiche, a vantaggio dell’intera cittadinanza.

L’Amministrazione comunale deve prevedere con gli Organi competenti la stipula di un accordo per lo svolgimento di semplice lavori ai richiedenti asilo, lavori quali raccolta rifiuti, cura delle aiuole, ecc.., svolti secondo le norme della sicurezza, come “restituzione” gentile dell’accoglienza e dell’ospitalità ricevute. Va infine valorizzata maggiormente la figura del Consigliere Comunale aggiunto prevedendo il gettone di presenza e il diritto di voto in seno al Consiglio Comunale, come avviene per gli altri Consiglieri.

Occorre spingere ancor più sulle campagne di sensibilizzazione e comunicazione per favorire la dichiarazione di donazione di organi e tessuti.

Infine, al fine di valorizzare la funzione sociale degli animali d’affezione, occorre destinare anche ad Ancona un’area della spiaggia di Palombina, recintata e con apposito regolamento d’utilizzo, dove le persone possano godere del mare anche con i propri animali. 

Focus su “Piano San Lazzaro – Stazione – Archi” 

Occorre fare un preambolo sociologico. 

Sono tre quartieri dei più popolari della nostra città, sorti come quartieri di servizio a partire dopo l’espansione urbana fuori Porta Pia in epoca ottocentesca. Dopo il terremoto del 1972, l’anno del terremoto, molti anconetani hanno iniziato a cambiare sedi abitative scegliendo periferie e paesi vicini, anche Falconara (che ha visto raddoppiare i residenti mentre Ancona invece via via ne ha perso). Gli immobili abbastanza vecchi, molti di edilizia popolare (Ferrovie, ERAP, ecc…) ed acquistati a “riscatto” dagli affittuari, quasi tutti senza ascensori, hanno portato molti anconetani verso quartieri più moderni e con più confort. Molto alta quindi l’offerta di abitazioni in affitto e in qualche caso in vendita.

Dagli anni ‘80 in poi con il fenomeno migratorio sempre più cospicuo, si è evidenziata una forte richiesta di abitazioni a prezzo contenuto per le tasche dei nuovi arrivati e questi quartieri con vecchi immobili senza ascensori e con valori commerciali più economici, sono diventati incrocio di domanda ed offerta. Il fenomeno è andato via via aumentando con un effetto a catena. Se all’inizio giungevano in questi quartieri uomini in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita, da qualche anno giungono con famiglie, di solito molto numerose, e bambini, segno di stanzialità sociale. Va da sé che se si modifica la composizione etnica di un quartiere anche le attività commerciali storiche, vedendo ridursi gli acquirenti prima o poi devono compiere dolorose scelte, contemporaneamente aumentano le attività commerciali dedicate ed anche direttamente gestite dagli immigrati stessi. 

Negli ultimi anni sono emerse delle criticità che non possono e non devono essere nascoste, ma al tempo stesso bisogna considerare tali quartieri anche per le loro potenzialità, e comunque non arrendersi perché anche molte altre hanno anticipato questi cambiamenti sociali. Nessuno ha voluto deliberatamente “invadere” questi quartieri, domanda ed offerta è la base del mercato, ma di certo le Amministrazioni comunali non hanno guidato, né governato un fenomeno che se non seguito può portare a problemi di convivenza. Inutile negare le ultime cronache locali. 

Come ogni quartiere multietnico ci sono problematiche ma anche opportunità se si è in grado di governare il fenomeno sociale ed è giunto il momento in cui occorre lavorare in modo serio, razionale, senza lassismo né caccia alle streghe. Noi proponiamo di agire su più fronti, due innanzitutto che devono andare a pari passi, controlli e sicurezza ed educazione civica. L’Amministrazione deve mettere più impegno e fare da capofila per progetti, con le Associazioni e Cittadini tesi ad abbellire gli arredi urbani, organizzare incontri sulla sicurezza rivolti a cittadini e commercianti, coinvolgere le scuole, le Parrocchie, i Centri culturali, il Volontariato, che sono presenti nei quartieri, ecc… per organizzare laboratori con bambini tesi ad esempio a piantumare aiuole o curare il verde o stimolare armonizzazione e rispetto reciproco, ecc…. Si devono organizzare feste, pedalate, camminate, ecc… e ogni iniziativa per coinvolgere chiunque abita nel quartiere, perché un quartiere vivo è il primo passo per renderlo più sicuro. 

E’ fondamentale incrementare la presenza delle Forze dell’Ordine sul territorio, con l’obiettivo principale di rassicurare i residenti, aumentare la sicurezza percepita, fare da deterrente per certi reati e avere più controllo del territorio. A tal fine abbiamo già proposto nel capitolo “Sicurezza” la presenza fissa della Polizia Locale con ampliamento degli orari di servizio e del Vigile di quartiere in strada. Occorre un Tavolo dell’Amministrazione con commercianti, residenti, CTP, Associazioni, anche degli immigrati, Comitati, Cittadini volontari per prevedere una sorta di Gruppo di  vicinato. Di comune accordo i commercianti in tema sicurezza potrebbero anche prevedere la possibilità di sicurezza privata se ritenuto necessario, ottenendo aiuti dall’Amministrazione. Buona e da estendere la norma anti alcol ma con il necessario potenziamento dei controlli. 

In secondo luogo, ma non meno importante, è necessario agire sul piano educativo, per questo motivo crediamo nella realizzazione di una serie di attività in collaborazione con le Comunità straniere con l’obiettivo primario di ottenere una vera integrazione, desiderata anche dagli esponenti delle stesse Comunità. Educazione che parta innanzitutto dalle Scuole e si ramifichi nelle Parrocchie, nei Centri culturali islamici, nelle Associazioni, anche degli straniere, ecc.., con il Comune capofila di questo progetto. 

E’ evidente, come avviene anche in centro città, il gran numero di monopattini elettrici e biciclette che transitano lungo Corso C. Alberto creando non pochi problemi di sicurezza ai pedoni e in alcuni casi rischiando di provocare anche incidenti stradali. I monopattini e le biciclette, anche molti bambini alla guida, percorrono anche in senso contrario la corsia del Corso lato Cinema Italia; il fenomeno è più evidente la sera nella bella stagione. E’ opportuno, per garantire anche la sicurezza dei pedoni dentro il camminamento pedonale di Corso C. Alberto, prevedere dei dissuasori e la realizzazione di una corsia dedicata a cicli e monopattini  nella corsia interna lato viale alberato rimuovendo una delle attuali due file di parcheggi, tuttora poco occupati data la ristrettezza della carreggiata, o addirittura la trasformazione di tale corsia in ulteriore zona pedonale. In questo caso pedoni e cicli/monopattini avrebbero due percorsi diversificati. Da prevedere anche il posizionamento di rastrelliere, soprattutto agli Archi, in Stazione, in piazza Italia, piazza Ugo Bassi, Corso Carlo Alberto, V.le Giordano Bruno, evitando così di trovare biciclette sparse qua e là migliorando il decoro e la cura dei quartieri.

Sono troppo pochi i cestini porta rifiuti e non ci si può lamentare se i rifiuti sono gettati a terra; la loro presenza nei tre quartieri va assolutamente aumentata per averne almeno uno ogni 100 metri e più dove serve. Il verde e le aiuole devono essere curate con maggiore attenzione, piantumati nuovi alberi ove negli anni scorsi sono stati abbattuti perché le zone di sole impediscono le sedute sulle panchine. Nel merito delle panchine la proposta delle panchine della gentilezza è consultabile nel capitolo “gentilezza”. Assolutamente necessari cartelli multilingue per coinvolgere anche le popolazioni immigrate nel rispetto dell’educazione civica, invito ovviamente rivolto a tutti cittadini. 

Una proposta per il Centro

In Piazza Cavour, nei due chioschi chiusi da anni e non utilizzati si potrebbe pensare ad un uso legato alla “Sicurezza percepita”, cioè farne il primo un presidio utilizzato dalle Forze dell’Ordine come front-office, il secondo ad un altro servizio pubblico, ad esempio AnconAmbiente o Staff Eventi, oppure assegnata ad una o più Associazioni che con turnazioni possano assicurare la sorveglianza in termini di pulizia, decoro, cura con abbellimento d’insieme della Piazza e Portici. Stessi piccoli presidi della Sicurezza percepita devono essere previsti in altre zone del centro, quali Piazza della Repubblica-Scalo Vittorio Emanuele II e nella stagione estiva zona Passetto. 

Proposte per le Frazioni

Procedere alla sistemazione ed ampliamento dei cimiteri periferici ove necessario, in particolar modo a Gallignano e al Poggio. Curare la sistemazione delle architetture storiche e dei monumenti a Montesicuro, a Sappanico, a Paterno; valorizzare i percorsi turistici, naturalistici, storici e culturali delle frazioni. Realizzare altri eventi oltre alle storiche sagre delle frazioni. Valutare, con indagini rivolte ai residenti dei quartieri periferici e delle frazioni, l’offerta attuale dei collegamenti di Conerobus e in caso di necessità effettuare modifiche agli orari o implementare corse aggiuntive, in particolare nei fine settimana e/o la sera. Proponiamo di valorizzare con accurate manutenzioni e aumentare le aree gioco per bambini nei parchi periferici e/o frazionali. 

Prima di tutto occorre ripristinare un collegamento diretto con l’Amministrazione comunale come avveniva al tempo delle circoscrizioni, perché una volta soppresse si è lasciato andare nell’oblio questi pezzi di città. Occorre valutare quale collegamento diretto Comune-Frazioni deve essere implementato perché questo abbandono termini nei primi mesi della nuova Amministrazione e nessun cittadino si senta più escluso e dimentico. 

Come abbiamo fatto in questi anni di ascolto dei Cittadini siamo aperti ed inclusivi alle eventuali altre richieste e/o proposte che ci vengono rivolte.

Si ringraziano per alcuni contributi forniti Marco Battino, Maria Soledad Ferreiro Coturruelo e Leonardo De Marco.

Terminato e depositato il 18 luglio 2022